PENSIERI

Che belli gli occhi dei vecchi ancora così pieni di speranza.
Cari vecchi leoni (commilitoni), guardandovi allo specchio vi accorgerete che il vostro è un volto da vecchio. Sì, ma un vecchio ancora capace di sorridere, di sognare. Tuttavia non guardate le vostre rughe ma i vostri occhi. Se la vita non li ha spenti, li vedrete ancora brillare di sogni, di speranza e, perché no, d’amore. Guardate negli occhi della vostra compagna, scoprirete che brillano ancora d’affetto per voi.
Arriva l'inverno.
Quando stare in casa è un piacere. Pioggia, freddo e gelo, così si presenta l’inizio della stagione invernale. Ma basta una casa accogliente, dove arde un po’ di fuoco e di calore, per contrastarlo. Sono giorni questi in cui stare in casa è un piacere. Fermiamoci a guardare dentro noi stessi: nella vita il gelo si vince con la passione, con le cose che scaldano il cuore.
Fede sterile senza le opere.
La fede si concreta con le opere. Una di queste è la carità soprattutto ai più indifesi: i bambini poveri. Nei bambini lo sguardo innocente di Gesù. Date un senso alla vostra vita. Date un po’ del vostro cuore al prossimo. Preghiera e carità non vanno mai disgiunte.
Parole di Sant’Antonio da Padova: “Il pane che a voi sopravanza, è il pane dell’affamato; il vestito appeso nel vostro armadio, è il vestito di colui che non l’ha; il denaro che tenete nascosto, è il denaro del povero; le opere di carità che voi non compite, sono altrettante ingiustizie che voi commettete”.
Beata giovinezza.
Bisogna accettare il passare del tempo. La gioventù è soltanto quando l’hai persa che ti accorgi quanto sia importante. Superati i 50 anni non resta che farsene una ragione. La gioventù è per tutti il periodo delle estasi infinite, dei sogni, dell’ incoscienza, degli amori e delle emozioni. E’ indubbiamente il periodo migliore nell’arco di un’esistenza. Ma il resto non è affatto da buttare. La vita va vissuta ed apprezzata tutta sino in fondo. Anzi è solo dopo i 50 anni che si incominciano ad assaporare meglio certi piaceri della vita. Gli anni, infatti, portano a capire meglio i significati ed i piaceri della vita, ad apprezzare l’amore della nostra fedele compagna, a riscoprire i valori della fede cristiana che impreziosisce la nostra anima, o semplicemente un paio di comode pantofole che danno ristoro ai nostri poveri piedi, dopo tante pattuglie e perlustrazioni, le lenzuola profumate, il vento sferzante che ci accarezza il viso, e tutto quello che la vita può ancora offrirci, fosse per altri 100 anni o solo per altri 5 o 20 anni. Sbollita rapidamente la gioia della riconquistata libertà d’azione, nel pensionato spesso si insinua un senso di inutilità, di solitudine. I colleghi non ti salutano più, i giovani carabinieri ti guardano come fossi un fossile di un altro mondo, un extraterrestre, non come un vecchio commilitone. In caserma non ti fanno più entrare perché “aria riservata”, vietata ai civili. Ma quali civili? Nelle caserme dell’Arma abbiamo trascorso anni della nostra esistenza e ne conosciamo tutti gli angoli, persino i pertugi. Ma è il momento di guardarsi attorno, di tornare a vivere in mezzo alla gente.
La famiglia oggi.
La difficoltà nel formare una famiglia è sotto gli occhi di tutti. La certezza del lavoro non c’è più e la certezza della famiglia viene meno. Un panorama desolante si apre ai nostri giorni in un sistema sempre più strutturato sull’ individuo come singolo, sulle coppie di fatto o sulle coppie omosessuali, sempre più frequenti e tollerate come fatto ovvio e pacifico della vita corrente. I giovani, e particolarmente i maschi, permangono in famiglia, dove trovano lo stretto necessario per sopravvivere a se stessi, senza progetti, meno di tutti quello di formare una famiglia, cellula vitale ed essenziale per la crescita dell’umanità. Tra i motivi emerge la paura del domani, sempre meno prevedibile, l’ansietà a fronte dei “rischi” che l’impianto di una famiglia e la crescita dei figli comportano. Come reagiamo, allora, di fronte alla crisi della famiglia? Come incidere sui nuovi stili di vita disgreganti sfidando le contraddizioni che soffocano e disgregano la famiglia? Con la fede, per riaffermare la sua validità ed identità basata nel sacramento indissolubile del matrimonio aperto al dono generoso della vita, alla procreazione ed educazione dei figli. Se non si sostiene la famiglia l’umanità si distrugge.